
Pascal Terry
Anche la Dakar 2009 ha richesto il suo tributo di sangue.
Pascal terry è stato trovato morto lontano dal tracciato, in una zona di difficile accesso.
Dalle ultime notizie, se soccorso tempestivamente, sarebbe stato possibile salvarlo. L’autopsia parla di edema polmonare con successivo arresto cardiaco.
La cosa più sconcertante è che, dopo esser rimasto senza benzina, ripartito grazie ad un altro concorrente, di Pascal si erano perse le traccie già Domenica ma prima di Lunedì sera non sono iniziate le ricerche perchè l’organizzazione aveva confuso il pettorale di due piloti.
Com’è possibile una cosa del genere? Stiamo parlando della Dakar, non del Raid della Toscana del Vespa Club! (con tutto il rispetto per i Vespa Club)
Mettendo da parte per un secondo la mia indignazione nei confronti della organizzazione, vorrei spezzare una lancia a favore di questa affascinante corsa alla quale, un giorno, vorrei partecipare.
A mio parere l’accanimento dei media è del tutto ingiustificato. Il colpevole non è la corsa! La gente che vi partecipa non è obbligata a farlo, sono tutte persone che hanno deciso di parteciparvi, pagado di tasca propria (o grazie agli sponsor) una onerosa iscrizione di 55.000€
Prendersela con l’evento in se è inutile e anzi, da una giustificaziono o comunque mette in secondo piano lo sbaglio umano che c’è dietro a questa morte.
la colpa è da attribiure all’organizzazione stessa, ai soccorsi, a coloro che sono lì, pagati, per assicurare l’incolumità dei partecipanti.
Penso che, avendo un minimo di cognizione di causa, chiunque capisca che la morte di Pascal non è simile a quella, per esempio, di Meoni.
Il pilota italiano muorì per una tragica fatalità, a causa di quel fattore di rischio insito in questa competizione. Il quel caso, l’organizzazione poteva fare ben poco.
Oggi siamo di fronte ad una sitazione diversa… e intato i media continuano a sparare cazzate (scusate il termine) alla cieca, limitandosi superficialmente a dare la colpa da una “corsa”.
… troppo comodo.